Scopriamo il nostro gatto

Ecco che fa se è simpatico. Se invece è arrabbiato...
Quando un gatto cerca di comunicarci “simpatia”, le vibrisse sono aperte e tese, gli occhi attenti e vivaci e la bocca assume una posa rilassata che, accennando una leggera curvatura verso l’alto, ricorda la risata umana. La coda è sollevata verso l’alto. Questi atteggiamenti hanno anche una natura biologica, legata ai suoi bisogni. Tutte le attività auto-gratificanti del gatto, infatti, come mangiare, cacciare, giocare e corteggiare generano una disposizione positiva. Passiamo alla voce. I miagolii simpatici sono quelli brevi e squillanti. Talvolta però il gatto esagera. Gli etologi riconoscono molti “disturbi della simpatia”. In caso di assenza, ci si trova di fronte a una freddezza emotiva e sociale che porta il micio a essere ostile o depresso. L’eccesso di simpatia, invece, conduce al bisogno atavico dell’altro, alla dipendenza, all’iperattaccamento e ai disturbi ansiosi legati alla separazione. Per fare sì che i suoi comportamenti siano ben bilanciati, cerchiamo di stimolarlo molto con il gioco e di non farlo stare troppo solo, soprattutto se il suo carattere è socievole e aperto al contatto con gli altri.